sabato 13 aprile 2013

SOLIDARIETA' IMPRENDITORE NINO DE MASI

                                                     

Proprio nei giorni scorsi in un comunicato ho evidenziato il coraggio dell'imprenditore Nino De Masi, il quale, nonostante abbia insediato le sue aziende in un territorio, quello della Piana di Gioia Tauro, fortemente inquinato dalla presenza della 'ndrangheta,  e' riuscito a condurre un'importante battaglia contro le Banche del Mezzogiorno che praticano tassi "usurai" e che finiscono col minare l'imprenditoria sana della Calabria.

Oggi apprendiamo del nuovo atto intimidatorio subito dall'imprenditore De Masi, il quale avrebbe bisogno di poter continuare a far funzionare serenamente le proprie aziende, dove operano numerosi lavoratori.

Fiduciosa che le Autorità preposte avvieranno le opportune iniziative per garantire la sicurezza dell'imprenditore Nino De Masi e nell'esprimergli sincera solidarietà, lo invito a perseverare nella sua meritoria attività d'impresa, continuando a garantire la legalità ed il livello occupazionale, più che mai importante in un territorio che purtroppo registra uno dei più alti tassi di disoccupazione in Italia.

lunedì 8 aprile 2013

RESPONSABILITA' DELLA SITUAZIONE DI "STALLO" IN CUI SI TROVA L'ITALIA


Nel novembre 2011 il sessantunesimo Governo della Repubblica Italiana, guidato da Mario Monti, nacque sulle rovine di una classe politica, compresa quella della quale facevo parte, incapace di trovare unità d'intenti per far fronte alla drammatica situazione di crisi che attraversava l'Italia.

A mio modesto parere il Presidente della Repubblica già allora avrebbe dovuto sciogliere le Camere e far svolgere le elezioni politiche.

Ritenendo comunque potesse essere finito quel bipolarismo politico muscolare che tanto male aveva fatto al Paese, PD, PDL e Terzo Polo fecero quadrato attorno al Governo Monti per cercare di attuare provvedimenti, sicuramente necessari, ma assolutamente impopolari per la Politica, il cui mondo anziché prepararsi per il "dopo Monti", lavorò solo per far spazio all'antipolitica, in grado solo di protestare!

I Partiti politici affrontarono così la tornata elettorale facendo finta di puntare sul "rinnovamento", dopodiché si preoccuparono solo di "sedere" in Parlamento senza riuscire con volontà e responsabilità ad individuare un Governo capace di far uscire l'Italia dalla situazione di "stallo" in cui è stata fatta calare!

PD e PDL, spaccati al loro interno, pensano solo a mostrare all'opinione pubblica le loro "fantomatiche" ragioni! Casini, dopo aver di fatto abbandonato l'UDC, prende le distanze da Monti. Maroni mostra con orgoglio i diamanti di Belsito acquistati con i nostri soldi. Il M5S, non avendo la più pallida idea di cosa significhi governare un Paese, pensa solo alla protesta che diventa fine a se stessa.

Mi spiace, ma personalmente ritengo che in questa situazione di "stallo" ci sia anche una parte di responsabilità del Presidente della Repubblica, il quale pur prendendo atto della irresponsabilità dei Partiti e dei Movimenti presenti in Parlamento, ha deciso di nominare dieci c.d. "saggi" con l'unico compito di prendere tempo per arrivare al 18 aprile, data prevista per l'inizio delle votazioni del nuovo Presidente.

Nel frattempo siamo costretti a registrare a fronte dell'aumento della disoccupazione e dell'emergenza in tutti i settori!

giovedì 4 aprile 2013

OGNI POLITICO DEVE POTER OFFRIRE AL PUBBLICO GIUDIZIO IL PIU' AMPIO VAGLIO DEL PROPRIO OPERATO


La Calabria è la regione d'Italia che registra il più alto tasso di disoccupazione e si ritrova ad essere amministrata da un Consiglio regionale che non solo si ostina a mantenere "contro legge" un numero elevato di consiglieri ma anche ad usufruire di  "ignobili" indennità di trasferta, considerata l'ubicazione di Consiglio e di Giunta in due diverse città.

Ed i componenti di questo Consiglio regionale, dopo essere rimasti impassibili di fronte all'arresto e alla condanna di ben tre consiglieri, accusati di gravi reati, oggi vedono tra di loro ben dieci indagati con l'accusa di peculato sui rimborsi dei gruppi consiliari.

E' davvero umiliante, peraltro in un momento di grave crisi quale quello attraversato dal nostro Paese, apprendere che per il Consiglio regionale calabrese oltre 500 mila euro di rimborsi risultano privi di giustificativo e che tra le spese sostenute e giustificate per un altro milione di euro si riscontrano biglietti "gratta e vinci", tasse sui rifiuti, scontrini per singoli caffè e molto altro ancora.

Tali episodi di malcostume che si uniscono a quelli che hanno coinvolto, in particolare nell'ultimo anno, alcuni esponenti del mondo politico nazionale e regionale, continuano a turbare l'opinione pubblica, contribuendo a farle perdere la fiducia nelle Istituzioni ed incoraggiandola ad entrare nel mondo dell'antipolitica.

Il giudizio che consegue all'insorgere di ogni nuovo e comprovato episodio scandalistico finisce con l'estendersi, spesso ingiustamente, a tutta la classe politica dirigente, sminuendo la stima dei cittadini in chi li rappresenta e amministra, e ponendo in dubbio la validità stessa del sistema giuridico - costituzionale che regola la vita del nostro Paese.

Occorre, pertanto, con urgenza, che in una nuova legge sull'anticorruzione venga prevista "l'avocazione allo Stato dei profitti politici illegittimi", già da me proposta a suo tempo in Parlamento.

La responsabilità che, più che mai in questo momento coinvolge il mondo politico a qualsiasi livello, dovrebbe portare i pubblici amministratori e coloro che ricoprono cariche politiche, a non aver nulla da paventare da indagini sulle origini, sulla provenienza e sulla formazione del patrimonio proprio o familiare.

Qualsiasi politico dovrebbe "offrire al pubblico giudizio il più ampio vaglio sul proprio operato".

D'altra parte, così come giustamente viene attivata la prevenzione nei confronti dei "patrimoni illeciti" dei mafiosi, considero necessaria analoga attività nei confronti di tutti quei politici che hanno impinguato illecitamente i loro patrimoni con i soldi pubblici.

                                  on. Angela Napoli

                          Presidente Associazione "Risveglio Ideale" 

Taurianova, 03 aprile 2013

martedì 26 marzo 2013

SOLIDARIETA' IMPRENDITORE ANTONINO DE MASI


                                      

Desidero comunicare la mia vicinanza all'imprenditore Antonino DE MASI di Rizziconi il quale, insieme alla sua famiglia, e' riuscito negli anni a mantenere salda la sua attivita' imprenditoriale con numerosi posti di lavoro in una realta' territoriale pervasa da un alto tasso di criminalita' organizzata.

La famiglia DE MASI ha superato difficolta' di ogni genere, ha resistito a minacce, intimidazioni, soprusi, ma principalmente ha avuto un impatto con le banche ed e' stata costretta ad avviare la piu' eclatante azione giudiziaria in Italia, che ha sentenziato in tutti i gradi di giudizio la presenza del reato di usura operato da alcune banche del Sud e lo status di vittime di reato accertato.

Va dato atto, in particolare ad Antonino DE MASI, del coraggio e della determinazione che lo hanno portato a non abbattersi durante le varie fasi processuali e che lo hanno guidato a superare i vari ostacoli per continuare a rimanere nell'economia legale del territorio.

Nonostante le sentenze definitive confermanti la presenza del reato di usura le aziende DE MASI non sono pero' riuscite, ad oggi, ad ottenere i benefici previsti dalla legge 108/96 utili a lavorare e produrre i profitti, cosi' come solo da qualche giorno sono riuscite ad avviare l'azione risarcitoria nei confronti degli istituti bancari interessati.

Dieci anni, dunque, di dure ed esemplari lotte, affrontate quasi sempre in solitudine, dalle aziende DE MASI per poter praticare un'attivita' imprenditoriale all'insegna della legalita' e della giustizia.

                                                     Angela Napoli

                                       Presidente Associazione "Risveglio Ideale" 

Taurianova, 26 marzo 2013

 

domenica 3 marzo 2013

CONSIDERAZIONI SUL VOTO IN CALABRIA

                     CONSIDERAZIONI SUL VOTO IN CALABRIA
Gli ultimi dati dell’ISTAT e il risultato dell’ultima consultazione elettorale ci consegnano una Regione disperata, rassegnata e indignata! L’impoverimento generale, la crescita della disoccupazione, il caos amministrativo, la dilagante corruzione, la collusione tra mafia e politica, la disaffezione degli elettori, il voto di protesta sono segni indelebili di una crisi di sistema che in Calabria richiama e inchioda alle proprie responsabilità un centro destra che ha perso tutta la sua credibilità politica per l’incapacità dimostrata di governare ed un centro sinistra che non si è mostrato all’altezza per rappresentare l’anelata alternativa. Si spiega così, sia pure sommariamente, la doppia bocciatura che i calabresi, non recandosi alle urne o votando per il movimento di Grillo, hanno riservato al PdL di Scopelliti e al PD di D’Attorre. Paradossalmente, non è del tutto peregrina l’idea di chi sostiene che la situazione appare ancora più complicata, non solo per l’esito della sfida elettorale nazionale che ha visto lo strano pareggio a tre tra PD, PdL e M5S, quanto perché la mancata spallata al governatore in Calabria rischia di dover posticipare ancora di due anni la speranza di dar vita ad un nuovo esecutivo regionale. Quello attuale, erede degli innumerevoli scandali nell’amministrazione del Comune di Reggio e artefice della disastrosa situazione dell’Ente Regione a guida Scopelliti, ci ha fatto dono della vergognosa elezione di Scilipoti, la cui unica proposta che i calabresi ricorderanno è quella dell’elargizione del 40% della sua indennità di senatore! Poveri sì, ma pezzenti mai!

Spetta ora alla Calabria degli onesti adoperarsi con il dovuto impegno per fare tesoro del messaggio elettorale scaturito dalle ultime elezioni e scrivere un nuovo capitolo nella storia della politica calabrese, per  la ricostruzione di un gruppo dirigente che sia espressione di questa voglia di pulito e di onesto, ma che sia nel contempo in grado di concepire una proposta di governo credibile, con punti concreti seri e percorribili, in piena discontinuità di metodo con il passato.

Guai a non capire che la sola caduta verticale della credibilità del Presidente Scopelliti possa essere sufficiente ad assicurare l’intercettazione del consenso dei calabresi. Adesso è tempo di dare concretezza a quella riflessione sulla politica calabrese che già avevamo avviato in tempi non sospetti, adesso la Calabria necessita di una piattaforma programmatica in discontinuità con gli sperperi e gli sprechi, apportati dal famigerato metodo Reggio, e con l’incapacità dimostrata dall’attuale opposizione nel vigilare compiutamente sull’operato della maggioranza PdL-UDC; adesso la Calabria deve mettersi al passo con il resto del Paese e con l’Europa attraverso una classe dirigente che sia in netta inversione contro i consunti ritualismi della vecchia politica, che mira a riprodurre se stessa e mantenere lo status quo fatto di privilegi e vecchie rendite di posizione. Sarebbe davvero inconcepibile assistere alla ripetizione di uno schematismo che ci possa condurre ad una nuova  catastrofica ripetizione del risultato acquisito con il voto del 24 e 25 febbraio u.s. E’ tempo di capire che gli interessi di pochi non possono essere anteposti a quelli generali dell’intera comunità calabrese che, anche in questa occasione, ha detto chiaramente che intende cambiare.

Con questo spirito Risveglio Ideale si pone come punto di riferimento per far scoppiare in Calabria le contraddizioni tra politica ed affari, far emergere le nefandezze di una gestione clientelare ed autoreferenziale, abbattere i costi della politica, recidere una volta per tutte i legami tra istituzioni e malavita organizzata e, finalmente, assicurare le condizioni per un complessivo sviluppo di una regione che deve risalire posizioni in quasi tutte le classifiche degli standard nazionali ed europei!

Proprio per questo, stiamo avviando contatti con quanti vogliono impegnarsi concretamente per costruire un percorso di alternativa alla mala politica, in questo momento fortemente rappresentata dalla Giunta Scopelliti, ma che non vede del tutto esclusi gli attuali gruppi di opposizione, unica possibilità per riaprire i cuori dei calabresi alla speranza!

RISVEGLIO IDEALE

mercoledì 20 febbraio 2013

PROSSIMI AL VOTO, CHE FARE?

Siamo a pochissimi giorni dal voto e mi ritrovo confusa, così come, sicuramente, lo sono molti altri elettori Italiani. A differenza loro, però, come parlamentare uscente mi sento responsabile per non essere riuscita a contribuire a dar credito più di tanto alla Politica. Alla luce delle folle che alimentano le piazze di Grillo e alla luce degli scandali quotidiani che coinvolgono questo o quel Partito, questo o quel candidato, mi domando se ne è valsa la pena non lasciarmi corrompere, essere stata eccessivamente sospettosa e dubbiosa, aver combattuto la illegalità, il malaffare, le collusioni e la corruzione! Ho sì l'orgoglio di aver sempre mantenuto "la schiena dritta" come numerosissimi cittadini Italiani ed aver dato fiducia a molti di loro, ma adesso?


In Calabria nel mentre siamo costretti a vivere tra "rifiuti" sparsi per le strade delle nostre città, vengono offerti agli elettori Partiti che svolgono la loro campagna elettorale a suon di "perchè è stato sciolto questo consiglio comunale e non quello", a palese dimostrazione che nessuno, destra-centro-sinistra, intende aprire gli occhi ed accettare le responsabilità dell'amministratore aderente alla propria coalizione politica. Abbiamo persino qualche candidata che osa annunciare che rivolgerà la sua prima interrogazione parlamentare per chiedere il motivo dello scioglimento per infiltrazione mafiosa di un consiglio comunale piuttosto che l'altro appartenente a coalizione politica avversa;e pensare che chi è chiamato a darle il voto sta vivendo sotto la cappa delle emergenze occupazione, salute, ambiente, ecc.

Che dire, quindi, se non invitare a meditare bene sulle scelte elettorali: il voto è l'unica "arma" legale in mano ai cittadini.

mercoledì 13 febbraio 2013

L'OPERAZIONE "ADA" TOCCA ANCHE A MELITO PORTO SALVO LA POLITICA DEL PD




L’operazione “Ada”, eseguita nella giornata di ieri dal Comando Provinciale dei Carabinieri, coordinato dalla DDA di Reggio Calabria, ha inciso profondamente sulla ndrina Iamonte di Melito Porto Salvo ed ha, altresì, evidenziato la sua pervasività all’interno della locale Amministrazione civica, con l’arresto del Sindaco, Gesualdo Costantino, e l’inquisizione del precedente Sindaco Giuseppe Iaria.

Fin dal 29 ottobre 2008, con interrogazione parlamentare avevo richiamato l’attenzione del Ministro dell’Interno del tempo (Roberto Maroni) proprio sul Comune di Melito Porto Salvo, dove, nonostante fosse già stato sciolto per infiltrazione mafiosa per ben due volte, continuavano a registrarsi gravi inadempienze ed illegittimità e si riscontravano all’interno sempre le stesse presenze.

L’interrogazione in questione non ebbe mai alcun riscontro, per cui alla luce di quanto emerge dall’operazione “Ada” devo ritenere che il tutto abbia avuto una chiara copertura politica.

Dalla stessa operazione “Ada” emergerebbe, altresì, secondo le dichiarazioni rese dal Procuratore Nicola Gratteri, l’interessamento della ‘ndrina Iamonte sulla centrale a carbone di Saline Jonica; non a caso nelle mie interrogazioni su tale centrale avevo denunziato alcune perplessità circa interessi che graviterebbero sulla stessa.

Non posso che concludere evidenziando, ancora una volta, la necessità che la politica, indipendentemente dal suo colore, ritorni ad allontanare i propri interessi e faccia “pulizia” al proprio interno ancor prima dell’intervento della Magistratura.

On. Angela NAPOLI

Presidente Associazione “Risveglio Ideale”



Roma, 13 febbraio 2013



domenica 10 febbraio 2013

VIA SCOPELLITI DA COMMISSARIO PER L'EMERGENZA SANITA' IN CALABRIA



 

Penso che quanto stia accadendo nella sanità calabrese non possa più rimanere impunito né non fare accendere i riflettori della giustizia penale e amministrativa.

I cittadini calabresi si ritrovano con l’annosa cappa di un piano di rientro dai disavanzi nel settore sanitario la cui attuazione, frammentaria e critica, non solo non sta arrecando alcun beneficio economico, ma continua a minare il diritto alla salute e alla cura di tutti.

A fronte di ciò, in Calabria, da anni siamo costretti a registrare la presenza di Aziende Sanitarie Provinciali commissariate per infiltrazione mafiosa ed altre sottoposte a controlli, senza mai conseguire la totale disincrostazione degli intrecci interni politico - mafiosi- massonici.

Risultano in aumento i debiti delle Aziende Sanitarie nei confronti dei loro creditori ed emergono strani accordi tra le stesse aziende ed i loro creditori sui quali, nonostante le varie denunzie, la Magistratura inquirente tace.

Tutto a discapito dei cittadini gravati anche dalla cappa della malasanità.

Oggi, a fronte di ciò e dopo le altalenanti vicissitudini sulla dirigenza dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Reggio Calabria, legate all’insana politica dell’attuale Giunta Regionale calabrese, siamo costretti a registrare, in piena campagna elettorale, nomine di dirigenti del settore sanitario provinciale reggino che hanno tutto il “sapore” di “voto di scambio”.

Tra l’altro proprio nei giorni scorsi la Procura di Catanzaro ha chiesto il rinvio a giudizio del presidente della Regione, Giuseppe Scopelliti, del Vice presidente, Antonella Stasi e dell’assessore al Personale, Domenico Tallini, tutti coinvolti nell’inchiesta sulla nomina di Alessandra Sarlo, moglie del giudice Vincenzo Giglio imputato nell’inchiesta “Infinito” della DDA di Milano, a dirigente generale del Dipartimento Controlli, compresi i controlli dei conti sulla sanità calabrese.

Mi domando come il Governo Nazionale possa continuare a mantenere il Presidente della Giunta Regionale calabrese, peraltro anche coordinatore regionale del PDL, nel suo incarico di commissario ad acta per l’attuazione del piano di rientro dei disavanzi del settore calabrese, manifestando così assoluto disinteresse verso la salute dei cittadini di quella Regione. 

On. Angela NAPOLI

Roma, 6 febbraio 2013

EMERGENZA RIFIUTI CALABRIA E TAURIANOVA



 

Dal 12 settembre 1997, quindi da circa 15 anni, la Calabria vive lo stato di emergenza per la gestione dei rifiuti solidi urbani ed un miliardo di euro è il caro prezzo di un fallimento che si protrae inutilmente da così lungo tempo. Questo fiume di denaro ed i vari decreti di proroga commissariale per la Calabria hanno finito solo col foraggiare affari e potere del mondo politico e di quello della 'ndrangheta senza realizzare nessuno degli obiettivi necessari ad uscire dallo stato emergenziale.

Non ci sono discariche appropriate alla necessità calabrese, pressoché inesistente risulta la raccolta differenziata, per nulla adeguato è il piano regionale dei rifiuti, manca un piano operativo.

Per verificare i risultati negativi e fallimentari del lungo periodo di gestione commissariale e delle varie giunte regionali basta aver attraversato le vie di molte città e paesi calabresi negli ultimi mesi. Ed a nulla servono ancora oggi le proteste di alcuni Sindaci, i quali vengono rassicurati solo per poter garantire i servizi di raccolta dei rifiuti per alcuni giorni, per poi essere costretti a ripiombare sotto le proteste dei cittadini chiamati a pagare i tributi per servizi loro non resi.

L'emergenza, come dicevo, è riscontrabile in diverse città calabresi, ma quella che sta vivendo da mesi TAURIANOVA è ormai diventata davvero insostenibile. Le strade di questa città sono trasformate da mesi in vere e proprie discariche a cielo aperto, con grave e pericoloso nocumento per la salute pubblica, sulla quale tacciono sia l'Azienda Sanitaria Provinciale, interessata solo a fare nomine dirigenziali che hanno il sapore di "voto di scambio", ed il Sindaco del Comune, peraltro, sottoposto nuovamente ad una Commissione d'accesso per infiltrazione mafiosa.

Quando la Magistratura calabrese avvierà una definitiva inchiesta sulle società che operano nel settore della raccolta dei rifiuti? Quando si aprirà un'inchiesta utile a verificare come siano stati spesi i milioni di euro elargiti per la gestione dell'emergenza rifiuti in Calabria?

                                on. Angela NAPOLI

                Presidente Associazione "Risveglio Ideale"

Taurianova, 10 febbraio 2013

 

 

sabato 24 novembre 2012

Le mie dimissioni da Futuro e Libertà


FLI:ANGELA NAPOLI LASCIA PARTITO, BOCCHINO LESO MIA DIGNITA' 
SBRICIOLATI TUTTI I PRINCIPI SU CUI FONDATA NASCITA PARTITO (ANSA) - CATANZARO, 24 NOV 


- La deputata Angela Napoli lascia Futuro e liberta', partito del quale e' stata uno dei fondatori e del quale era coordinatrice regionale della Calabria. 'E' una decisione che ho preso in primo luogo - ha detto Napoli incontrando i giornalisti - per 
il comportamento del vicepresidente del partito, Italo Bocchino, che ho ritenuto lesivo della mia dignita' e di quella dei numerosi iscritti e militanti calabresi'.
'Una volta - ha aggiunto - Bocchino e' venuto in Calabria ad avallare l'ingresso di Futuro e liberta' nell'Amministrazione provinciale di Crotone contro il mio consenso e contro quello della maggioranza del coordinamento regionale del partito. Nello stesso giorno, inoltre, e' andato a Reggio a fare una conferenza stampa insieme al presidente della Regione, Scopelliti, quando era stata gia' insediata la Commissione d'accesso nel Comune'.
Secondo Angela Napoli, inoltre, 'ieri lo stesso Bocchino ha di nuovo allungato la mano all'ex ministro Alfano dicendogli che ci si puo' ricompattare all'insegna delle legalita'. Lo stesso Alfano ha avallato non solo personaggi interni al suo partito collusi con la mafia, ma e' venuto a Reggio a sostenere il presidente Scopelliti mentre stava per essere definita la situazione che e' poi sfociata nello scioglimento del Comune di Reggio Calabria per contiguita' mafiosa. Non mi sembra che si possa tendere la mano ad Afano se adotta questi comportamenti.
Ho visto sbriciolarsi tutti i principi su cui si e' fondata la nascita di Futuro e liberta'. E soprattutto ho visto la mancata ottemperanza da parte di alcuni esponenti ai contenuti del 'Manifesto dei valori' che e' servito come fondamenta per la nascita del partito.
'Rimarro' da indipendente nel gruppo parlamentare di Futuro e liberta' - ha concluso l'on.Napoli - per potere avanti la mia battaglia fine alla fine della legislatura. Anche perche' sono sempre andata d'accordo col presidente del gruppo Della Vedova e coi colleghi parlamentari e non mi andrebbe di vedermi seduta in questi ultimi tre mesi di legislatura accanto a personaggi come Scilipoti'. (ANSA).

giovedì 22 novembre 2012

Basta ai corrotti e collusi in politica


Il commissariamento del Comune di Catanzaro, città capoluogo di regione, congiunto con l’annullamento del voto in ben 8 sezioni elettorali suggella quanto insieme al coordinamento regionale del FLI Calabria denunciammo prima, durante e dopo le operazioni di voto, circa le indebite pressioni ed i sotterfugi che ancora oggi vengono esercitati da alcuni Partiti politici e che, quindi, non rendono libera e democratica la scelta degli elettori.
Commissariamento del Comune di Catanzaro, città capoluogo di Regione; scioglimento per contiguità mafiosa del Consiglio Comunale di Reggio Calabria, prima città capoluogo a subire tale provvedimento; Comune di Rende sottoposto a Commissione d’Accesso; Comune di Taurianova, primo Comune d’Italia sciolto per mafia ancora oggi sottoposto per la terza volta alla Commissione d’Accesso; tre consiglieri regionali arrestati, uno dei quali già condannato in primo grado per associazione mafiosa; i settori regionali della Sanità e dell’ambiente commissariati per la situazione emergenziale nella quale sono stati calati.
Cosa ancora deve accadere per richiamare i cittadini della Calabria a riacquistare l’orgoglio di appartenenza, dicendo “basta ai corrotti e collusi in politica”?

On. Angela NAPOLI

Roma, 22 novembre 2012

giovedì 15 novembre 2012

I Partiti "puliscano" le liste elettorali


L’odierno arresto di Umberto Bernaudo e Pietro Paolo Ruffolo, rispettivamente ex sindaco ed ex assessore al Comune di Rende, i quali avrebbero ricevuto il sostegno della cosca Lanzino– Presta – Di Puppo alle elezioni provinciali del 2009, in cambio di un finanziamento con risorse pubbliche alla cooperativa “Rende 2000”, evidenzia ancora una volta come in Calabria alcuni candidati si servano dell’apporto elettorale della ‘ndrangheta, i cui uomini non disdegnano di potere fare affidamento su “amici” negli Enti locali.
Le responsabilità dei due uomini politici erano già apparse nell’inchiesta che ha portato all’operazione “Terminator 4” contro la cosca Lanzino – Ruà, tanto che fin dal 31 maggio 2012 con atto ispettivo parlamentare avevo proprio chiesto di far luce sulla gestione amministrativa del Comune di Rende nel periodo in cui i due politici ricoprivano la carica di Sindaco e assessore.
Azione amministrativa dissennata (perché contraria ai principi di economicità ed efficienza) ed illecita” scrive il GIP nell’ordinanza di custodia cautelare.
Forse se l’attenzione del PD calabrese, del Governo Nazionale del tempo e della Magistratura si fosse manifestata quando il 14 novembre 2007, quindi ben cinque anni fa, con allora sindaco Umberto Bernaudo, presentai la prima interrogazione su quell’amministrazione Comunale, non ci sarebbe stata la possibilità anche per quei politici coinvolti nell’operazione odierna di accedere ad ulteriore carriera politica.
Anche oggi lo scorrimento della notizia relativa al coinvolgimento dei due uomini politici calabresi sui titoli dei mass- media richiama l’assoluta necessità della “pulizia” alla quale dovrebbero attenersi tutti i Partiti politici nella formazione delle liste elettorali.

On. Angela Napoli
Componente Commissione Parlamentare Antimafia



Roma, 15 novembre 2012

Trenitalia liberi la Calabria dall'isolamento


Al Ministro dello Sviluppo Economico delle Infrastrutture e Trasporti
– Per sapere – Premesso che:
  • Lamezia Terme è la terza città della Calabria per numero di abitanti ed è di notevole importanza dal punto di vista agricolo, commerciale, industriale ed infrastrutturale per la sua posizione centrale nella Regione;
  • la stazione ferroviaria di Lamezia Terme ha da sempre rappresentato uno snodo fondamentale per i trasporti ferroviari regionali e nazionali, ma nonostante ciò continua da tempo ad essere penalizzata attraverso un non giustificabile smantellamento;
  • da qualche anno, infatti, è stato smantellato lo scalo merci ed oggi si stanno diffondendo preoccupanti notizie circa un paventato smantellamento anche dello scalo passeggeri;
  • sembra, infatti, che dal prossimo anno la stazione ferroviaria di Lamezia Centrale

mercoledì 7 novembre 2012

Piena luce su tutta l’attività della società “Stretto di Messina S.p.A.”

La sottoscritta chiede di interpellare il Presidente del Consiglio dei Ministri, e i Ministri dello Sviluppo Economico e Infrastrutture e Trasporti , dell’Economia e Finanze, dell’Ambiente Tutela del Territorio e del Mare e dell’Interno

 – per sapere – premesso che:
  • già nello scorso mese di agosto 2012 notizie di stampa avevano riportato che il commissario straordinario per il Ponte sullo Stretto di Messina, Pietro Ciucci, nonostante il CIPE avesse ridotto l’ammontare dei contributi pubblici a 312 milioni di euro (di cui già 300 spesi nel 2011), continuava a sottoscrivere accordi, senza rendersi conto che erano venute meno le condizioni per portare avanti il progetto del Ponte;
  • nella relazione di chiusura del bilancio di esercizio 2011 della società “Stretto di Messina s.p.a.”, pur evidenziando il totale azzeramento dei contributi pubblici originariamente previsti, non era stato in alcun modo considerato che erano venuti meno i presupposti di continuità aziendale; presupposto che avrebbe dovuto indurre gli amministratori alla messa in liquidità della società, in quanto non in grado di raggiungere il suo obiettivo sociale;
  • il 17 aprile 2009 sarebbe stato siglato un accordo tra il presidente della società “Stretto di Messina”,Giuseppe Zamberletti, il presidente di Eurolink, Carlo Silva, e il commissario governativo per la realizzazione dell’opera, Pietro Ciucci, con cui la società statale “Stretto di Messina” avrebbe garantito ai costruttori del consorzio Eurolink il pagamento delle penali che erano state escluse dal contratto originario;

mercoledì 17 ottobre 2012

L'amore per la Calabria e l'orgoglio dell'appartenenza


Ritengo non condivisibili le costanti accuse che il Governatore Scopelliti ed alcuni colleghi parlamentari del PDL continuano a lanciare dopo lo scioglimento per contiguità mafiosa del Consiglio Comunale di Reggio Calabria.
Ribaltare accuse, piuttosto che prendere atto della pesante situazione che ha portato il Governo Nazionale ad assumere il pesante provvedimento amministrativo, non penso sia utile né a far riacquistare fiducia e serenità ai cittadini né a rimettere in moto la macchina operativa necessaria alla buona e sana amministrazione.
Non si può non prendere atto delle connivenze e delle continuità nel palazzo comunale.
Fingere di ignorare gli interventi della Magistratura sulle “Multiservizi” e “ Leonia”, partecipate del Comune, significa ostinarsi a non recepire che le ‘ndrine ne erano diventate padrone.
Dire che la ‘ndrangheta non è entrata nel Comune di Reggio, significa fingere di ignorare le inchieste che hanno portato all’arresto di un consigliere comunale, alle dimissioni di un assessore e all’attenzione da parte della Magistratura inquirente di un altro assessore.
Fingere di ignorare o perfino negare “la mancata compromissione del principio di buon andamento e di imparzialità sia per quanto concerne l’attività amministrativa svolta dagli uffici comunali sia per quanto riguarda l’attività legata ad una rilevante quota di pubblici funzioni significa non voler prendere atto delle condanne di numerosi funzionari e dipendenti in servizio presso il settore urbanistica del Comune, di quanto fotografato nella relazione redatta dagli ispettori della Ragioneria Generale dello Stato al termine della verifica amministrativa contabile e più volte censurata dalla Corte dei Conti.
Quando vengono evidenziate situazioni così pesanti, non mi appare opportuno continuare a scaricare le responsabilità, che, a mio parere, ricadono su ciascuno di noi.
Da buoni cittadini e da buoni politici adesso avremmo tutti il dovere di diserbare quel terreno fertile per la criminalità organizzata e per il malaffare e lo potremo fare solo se riempiremo il nostro cuore con l’amore per la Calabria e l’orgoglio di appartenere a quel territorio.

On. Angela NAPOLI
Componente Commissione parlamentare Antimafia

Roma, 17 ottobre 2012

lunedì 15 ottobre 2012

mercoledì 10 ottobre 2012

Unire le forze sane per far risorgere Reggio Calabria


Lo scioglimento per contiguità mafiosa del Consiglio Comunale di Reggio Calabria ha segnato una pagina di giustizia e di libertà per l'intera città.
Per qualsiasi politico non è mai indolore l'accettazione di un provvedimento amministrativo così pesante che colpisce l'Ente locale del proprio territorio, ma quando si trova il coraggio di "togliersi le bende" dagli occhi e di guardare all'interesse dei cittadini, viene meno qualsiasi logica di appartenenza politica o territoriale.
Le note vicende giudiziarie, che tra l'altro ritengo non siano state ultimate, così come si evince dall'operazione odierna che ha portato in carcere il direttore di un'altra società del Comune di Reggio Calabria, e che hanno colpito pezzi importanti della 'ndrangheta, della politica e dell'imprenditoria reggina, non potevano non portare allo scioglimento per contiguità mafiosa del locale Civico Consesso.
Ne ero convinta, pur essendo stata denigrata da coloro che avevano osato additarmi alla pubblica opinione per aver detto, in prossimità dell'ultima competizione amministrativa, che il voto a Reggio Calabria non sarebbe stato libero. Non mi sono mai personalmente preoccupata di fronte alle accuse di giustizialismo, quando i fatti mi portavano ad assumere posizioni utili a garantire i cittadini onesti.
Adesso basta con le accuse di "complotti", di "nemici della città", di "avvoltoi", di "chiamata alle armi", di "giustizialismo tout court"; e' il momento della "chiamata alle responsabilità".
Occorre unire tutte le forze sane, mettere al bando le "mele marce", offrire la massima collaborazione alla Commissione Straordinaria chiamata ad amministrare la Comunità per 18 mesi e aiutare a far risorgere la bella città di Reggio Calabria.

on. Angela NAPOLI (FLI)

Componente Commissione Parlamentare Antimafia

Roma, 10 ottobre 2012

martedì 25 settembre 2012

La "chiamata alle armi" del Sindaco Arena

Mi trovo in Germania con una delegazione della Commissione Parlamentare Antimafia Italiana e non sono rimasta indifferente allorquando e' rimbalzata la notizia della nuova "chiamata alle armi" rivolta dal Sindaco di Reggio Calabria. 
E' comprensibile che il Sindaco Arena trovandosi con l'acqua alla gola cerchi qualsiasi scialuppa di salvataggio, ma non posso accettare che il principale garante della città continui ad aiutarla a "sprofondare". 
Da tempo il Sindaco Arena ed il suo "contorno", sottraendosi alle proprie responsabilità, ribaltano accuse su giornalisti e politici i quali, alla luce delle note vicende giudiziarie e amministrative che hanno coinvolto il locale Ente comunale, fanno appello agli Organismi preposti al fine di ripristinare quella legalità necessaria a qualsiasi Comunità democratica e senza la quale viene abbattuta qualsiasi forma di convivenza civile.
 Le "bombe" sulla città di Reggio Calabria ormai sono state già gettate da tutti coloro che fino ad oggi hanno gestito la "cosa pubblica" all'insegna della illegalità, delle collusioni e del malaffare; da tutti coloro che hanno contribuito a definire il crollo del c.d. "modello Reggio". 
Sono sicura che la maggioranza dei cittadini reggini ha sete di giustizia e verità, senza le quali accrescerebbero solo la sfiducia nelle Istituzioni ed il rifugio nell'antipolitica! 

 on. Angela NAPOLI 
 Coordinatrice Regionale FLI Calabria 

 Berlino, 25 settembre 2012

giovedì 20 settembre 2012

Verità e Giustizia per Reggio Calabria


Le numerose inchieste giudiziarie, gli interventi delle Magistrature reggina e milanese, le delibere della Corte dei Conti, le relazioni del Ministero dell’Economia e della stessa Procura reggina sui conti del Comune, hanno conclamato responsabilità ben note e che, decisamente, hanno inciso sull’immagine dell’intera città di Reggio Calabria, la cui maggioranza degli abitanti è costituita da gente onesta e che nulla ha da “spartire” con la criminalità organizzata e con il malaffare.
Per tale motivo reputo strumentale demagogico ed offensivo dover apprendere che anzichè chiedere la sottoscrizione di un “manifesto di scuse” da parte di coloro che si sono resi responsabili dell’offuscamento della città, oggi ci sia qualcuno che si premura di far sottoscrivere un manifesto il cui contenuto, a mio avviso, non solo continua ad affossare l’immagine positiva di Reggio Calabria, ma tende a delegittimare il proficuo lavoro della Magistratura e degli Organismi inquirenti.
Non ho mai inteso diffamare o criminalizzare la Città di Reggio Calabria, dove ho trascorso i miei anni liceali, ho tuttavia sempre cercato di mettere in guardia i suoi abitanti rispetto a presenze, collusioni ed interessi che finiscono coll’annientare la libertà di tutti.
Oggi sento il dovere di fare appello alla massima collaborazione affinché si possa arrivare a definire la verità e la giustizia, senza le quali i cittadini reggini non riacquisteranno mai quella libertà dovuta a qualsiasi Comunità democratica.
Non è sicuramente con le pressioni esercitate per cercare di occultare le verità che si aiuta la città!

On. Angela NAPOLI
Componente Commissione Parlamentare Antimafia

Roma, 20 settembre 2012



mercoledì 25 luglio 2012

Certezza della pena per i boss della criminalità organizzata


Al ministro della Giustizia 
– Per sapere – Premesso che:
  • La Corte d’Assise d’Appello di Messina nei giorni scorsi ha emesso la sentenza di scarcerazione di Luigi Mancuso, boss del “locale di Limbadi”, tra i più potenti della ‘ndrangheta su scala nazionale ed internazionale;
  • Luigi Mancuso, detenuto dal 1993, avrebbe dovuto scontare una pena di 30 anni di reclusione, ma la Corte d’Appello di Messina, grazie alle maglie larghe del nostro ordinamento giudiziario, lo ha reso libero con 11 anni di anticipo:
    Se non ritenga necessario ed urgente avviare adeguate iniziative legislative affinché vengano soppressi tutti i benefici utili ad alleggerire le pene detentive inflitte ai noti boss della criminalità organizzata.
On Angela NAPOLI
Roma, 25 luglio 2012